Le Personal Book Shopper

Le Personal Book Shopper-Parte IOrmai lo sapete: ci sono molte cose che mi fanno sognare. Le fotografie, il teatro, i libri, i viaggi, … Ma c’è una cosa che mi emoziona sopra tutte: le passioni. E quando le passioni riescono a permeare la vita degli esseri umani e a convincerli di inseguire i propri sogni, beh, allora in quel momento entra in gioco un’altra cosa che amo molto: la Vita. Quella vera, con la V maiuscola.

Due persone che hanno deciso di vivere e investire nelle proprie passioni sono senza ombra di dubbio Gioia e Vale, altrimenti conosciute come le Personal Book Shopper. Sono riuscita a intervistarle e condivido con voi questa fortuna, svelandovi un po’ di dietro le quinte di questo affascinante progetto.

Per chi non lo sapesse, le Personal Book Shopper –  o più semplicemente PBS – esplorano in breve l’identità di una persona, per capire quale libro si addica meglio a lei in quello specifico momento della sua vita. Non per niente, il loro motto è “Dimmi chi sei e ti dirò cosa leggere”. Ovviamente, per fare questo leggono moltissimi libri e cercano di allargare ogni settimana la loro conoscenza con la lettura di almeno quattro nuovi romanzi, dei più diversi generi, in modo da poter andare incontro alle esigenze di qualsiasi persona.

Ma che cosa c’è dietro questo bellissimo servizio offerto? Ve lo racconto.

La scintilla del progetto scoccò nel lontano ottobre del 2011.

Valentina lavorava come ingegnere civile, ma nel tempo libero accompagnava gli amici in libreria a scegliere il libro più adatto a loro, attingendo a piene mani dal file excel in cui inseriva i moltissimi libri che nel tempo libero leggeva. Divisa in due fra l’animo razionale, che la spingeva a continuare a fare quello per cui aveva studiato, e la sua sempre più forte anima letteraria, aveva intrapreso un percorso che l’aveva finalmente portata a liberarsi da quella pesante costrizione: senza rimpianti e senza rinnegare il suo percorso, aveva infatti deciso di continuare a guardare il mondo da quelle due diverse lenti, dando però tutto lo spazio necessario alla parte più letteraria.

«Spinta da questo senso di liberazione», dice Valentina, «scrissi all’organizzatrice della Fiera delle Parole, il festival di letteratura che si sarebbe tenuto di lì a poco nella mia città, Padova. Volevo solo congratularmi per l’iniziativa, nulla di più. Lei invece mi rispose e mi disse che non poteva offrirmi molto, purtroppo, se non l’opportunità di fare la volontaria e incontrare personalmente tutti gli autori ospiti. Accettai subito. Può sembrare una sciocchezza, ma io ero felicissima. Finalmente, avevo rotto gli schemi».

E da lì iniziò tutto. Alla Fiera delle Parole, infatti, c’era anche Gioia.

«Ero al Festival per Radio Bue, la radio universitaria di Padova che dirigo», racconta Gioia. «Sono una che non si arrabbia mai, ma quella volta stavo disperatamente cercando di far uscire gli ospiti da una sala, per allestire il successivo incontro, con Margherita Hack. Nessuno del personale del Festival mi aiutava, anzi, diciamo pure che mi ostacolava; così a un certo punto scoppiai e me la presi con la malcapitata più a portata di mano: Valentina. Ci rimasi così male che alla fine dell’incontro mi avvicinai per presentarmi e chiederle scusa».

Così, Gioia parlò a Vale del suo desiderio di creare una rubrica, su Radio Bue, per offrire agli ascoltatori suggerimenti di lettura personalizzati, Vale parlò a Gioia del suo excel e, due giorni dopo, andò in onda la loro prima puntata delle Personal Book Shopper.

Oggi le PBS sono molto più di una trasmissione radiofonica

Ma continuerò a raccontarvelo domani 🙂

Ph. Massimo Pistore, Pixu Studio

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