Il sogno di Loredana: più sorrisi e più veri

017.Victoria Park, Nuwara Eliya, Sri LankaMi piace così tanto ricevere i vostri pensieri, commenti, riflessioni, osservazioni, critiche…
E mi piace ancora di più ricevere i vostri sogni.
Ecco a voi il sogno che mi ha appena scritto Loredana: un sogno molto più concreto e molto meno banale di quello che sembra.
Buona lettura!

«Ciao, Chiara.
Da tanto vorrei scriverti: diciamo che ognuno dei sogni che racconti mi farebbe venir voglia di “Sì,anch’io…”, “Ma no, io invece…”. Ma poi scappa l’attimo e niente.
Oggi, però… Ecco, sono sull’autobus e all’improvviso so il sogno che ti voglio dire.
Sogno di costellare le città con tanti grandi cartelloni con su scritto: BOICOTTA LA MALEDUCAZIONE.
Sì, cioè, boicotta le parolacce rabbiose e la violenza verbale con cui sfoghiamo il nostro malessere generandone altro, boicotta il medio alzato e pure il rutto libero, boicotta il menefregodeglialtricomeglialtrisenefreganodime.
Ma sì, boicottiamo quello che poi non siamo: esistono le spirali di violenza ma anche quelle di gentilezza: bestemmione genera bestemmione, sorriso genera sorriso.
Che poi, se no, come me lo spieghi questo cuore tenero che viene fuori davanti alle carrambate, con la lacrimuccia che vien giù davanti ai buoni sentimenti e alle storie ricomposte???
Perché è da quando abbiamo cominciato a capire che il buono non sempre vince e che non sempre “vissero felici e contenti” che nascondiamo la nostra delusione, la nostra disillusione dietro ad un grugnito. E inoltre, che è peggio, ci sentiamo in dovere di trasmettere la suddetta visione ai figli che vengon su.
Ma intanto la mia vicina di sedile fa uno sternuto e io d’istinto le auguro: Salute!
Lei mi guarda, sorride, poi si alza perché alla prossima scende, si volta e mi dice: Buona giornata!
Le sorrido anch’io e le rispondo di cuore: Grazie. Anche a lei.
Ed è ‘nu jorno bono.
Dici che è una serie di banalità? E chissene… è un sogno».

Io trovo che sia più una lunga serie di verità… e che la pace dovrebbe venire da questi piccoli gesti quotidiani.

Voi che ne pensate?

Scrivetemelo!
O lasciate qui sotto il vostro pensiero…

ph: Chiara Monteforte. Victoria Park, Nuwara Eliya, Sri Lanka.

7 pensieri su “Il sogno di Loredana: più sorrisi e più veri

  1. Questo e’ anche il mio sogno, ricominciare a usare parole gentili ed educate.
    Persino nei commenti che si leggano in internet le persone sono maleducate e aggressive, non riescono a condividere un’opinione senza insultare e usare male parole.
    La buona educatione e’ ormai considerata un segno di debolezza.

  2. E come la mettiamo che invece secondo me il segno di debolezza è proprio la mala educazione?
    È autodifesa preventiva, è difficoltà a rapportarsi con gli altri, è paura di non essere accettati. Maschere.
    Grazie, Tedy. Un sorriso

  3. Si, infatti hai ragione, il maleducato maschera la sua debolezza e senso di inferioriorita’ con la prepotenza.
    Purtroppo ormai e’ un atteggiamento cosi’ diffuso da sembrare “normale” ai giovani.
    E’ confortante trovare ancora persone come te Loredana, e non sentirsi antiquati.

  4. Chiedo Scusa per gli errori di scrittura, il mio tablet spesso e volentieri “cambia” di sua iniziativa le parole.

  5. Stamattina ho preso il tram… Erano tutti incalcati addormentati e ingrugniti. Poi mi sono imbattuta in un ragazzo: lo spazio era talmente piccolo che o passavo io o passava lui. Dopo un po’ di tentativi di destra-sinistra speculari col broncio…mi è venuto in mente questo articolo/sogno…! Al che mi sono messa a ridere e gli ho detto: “Facciamo cambio di posto!?”. A quel punto ha sorriso lui, ha sorriso una signora che era seduta lì vicino e mi ha sorriso pure un’altra signora quando sono scesa dal tram, perché aveva visto la scena prima. Da giornata col broncio… a giornata col sorriso. Non ho parole. Funziona! Grazie!!

    1. Cara Chiara, mi hai fatto riaffiorare alla memoria un ricordo di quando vivevo a Gerusalemme : tutti i venerdi, durante le ore che precedono il fine settimana, un anziano signore saliva e scendeva dall’autobus che serviva il nostro quartiere con un cesto pieno di erbe aromatiche e fiori distribuendo mazzetti a tutti i passeggeri con l’approvazione sorridente dell’autista. Un gesto gentile che faceva molto piacere a tutti.

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